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Medicina Funzionale Integrata

Un approccio sistemico alla salute: prevenzione, relazioni e consapevolezza.

Gestione delle relazioni: un pilastro di salute secondo la medicina funzionale e le 5 Sedie

Gestione delle relazioni: un pilastro di salute secondo la medicina funzionale e le 5 Sedie

Perché le relazioni influenzano la salute

La gestione delle relazioni non è solo un tema psicologico o sociale: ha un impatto diretto sulla salute fisica e mentale. Numerosi studi mostrano che relazioni positive riducono i livelli di stress, migliorano la funzione immunitaria e proteggono il cervello dall’invecchiamento precoce. Nella medicina funzionale, il benessere relazionale è considerato un pilastro importante, al pari di alimentazione, sonno e movimento.

Le 5 Sedie di Louise Evans: un modello per migliorare le relazioni

Per allenare la gestione delle relazioni uso un modello semplice ed efficace: le 5 Sedie, ideato da Louise Evans. Ogni sedia rappresenta un comportamento e un atteggiamento diverso di fronte a noi stessi e agli altri. Imparare a riconoscerle significa sviluppare consapevolezza, empatia e responsabilità.

🐺 Sciacallo – La reazione giudicante

È la sedia del giudizio e della critica, quando pensiamo “Ho ragione io, tu hai torto”. Rimanere troppo nello sciacallo blocca la collaborazione e alimenta conflitti.

🦔 Riccio – L’autocritica

Il riccio è la voce interiore che ci fa dubitare di noi stesse: “Non sono abbastanza, non ce la farò”. Se prevale, genera bassa autostima e riduce la nostra capacità di agire con efficacia.

🦦 Suricato – La pausa consapevole

Il suricato rappresenta il momento in cui ci fermiamo e respiriamo. È la sedia della sospensione del giudizio, dell’ascolto e dell’osservazione. Qui coltiviamo autocontrollo e curiosità.

🐬 Delfino – L’assertività

Il delfino è la sedia dell’autenticità: impariamo a dire la nostra con chiarezza, a esprimere bisogni e sentimenti con rispetto. È la base di una comunicazione sana e responsabile.

🦒 Giraffa – La connessione empatica

La giraffa ha il cuore grande: è la sedia dell’empatia, della tolleranza e della compassione. Qui impariamo a vedere e rispettare i bisogni altrui, costruendo relazioni basate su fiducia e collaborazione.

Perché questo modello è utile anche in medicina funzionale

La salute nasce da un equilibrio tra corpo, mente ed emozioni. Lo stress relazionale può diventare un fattore infiammatorio cronico, che altera l’asse HPA e il sistema nervoso autonomo. Allenarsi con le 5 Sedie di Louise Evans significa imparare a regolare le proprie emozioni, a comunicare meglio e a ridurre lo stress quotidiano, con benefici tangibili anche sul piano fisico.

Il mio ruolo come neurologa e coach

Nel mio lavoro integro la neurologia e la medicina funzionale con strumenti di coaching e mindfulness. Attraverso le 5 Sedie ti accompagno in un percorso di crescita che ti aiuta a:

  • riconoscere i tuoi schemi relazionali,
  • ridurre autocritica e conflitti,
  • sviluppare empatia e ascolto,
  • diventare più assertiva e consapevole.

Conclusioni

La gestione delle relazioni è una competenza chiave per la salute e il benessere. Attraverso il modello delle 5 Sedie di Louise Evans possiamo trasformare conflitti e stress in opportunità di connessione e crescita personale. Coltivare relazioni sane significa investire non solo nella nostra felicità, ma anche nella nostra longevità e salute cerebrale.

👉 Vuoi scoprire come allenare la tua intelligenza relazionale con le 5 Sedie? Prenota un percorso di coaching o una consulenza di medicina funzionale e inizia a prenderti cura di corpo e relazioni insieme.

“Our first reaction to most statements we hear from other people is immediate evaluation, a judgment rather than understanding.”
— Louise Evans, The 5 Chairs
“Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso.”
— Louise Evans, The 5 Chairs

Dove trovarmi

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Il progetto

Mente Viva è un percorso personalizzato dedicato alla salute cognitiva. Integra valutazione neurologica e clinico-funzionale, valutazione neuropsicologica e strumenti non invasivi per comprendere il profilo della persona, riconoscere ciò che può interferire con memoria, attenzione ed energia mentale e costruire un programma concreto di prevenzione o allenamento.

Il percorso non considera soltanto il risultato raggiunto, ma anche il costo fisico e mentale necessario per mantenerlo. Le informazioni raccolte vengono lette nel loro insieme e restituite con un linguaggio comprensibile, indicando priorità, risorse e obiettivi realistici.

A chi si rivolge

 

1. Professionisti sottoposti a un elevato carico cognitivo

Manager, imprenditori, liberi professionisti, medici, insegnanti e persone che svolgono attività che richiedono attenzione continua, rapidità decisionale, memoria, capacità organizzativa e gestione simultanea di molte informazioni.

Il percorso può essere utile a chi:

  • si sente costantemente sotto pressione o in affanno;
  • fatica a mantenere attenzione e lucidità durante la giornata;
  • impiega più tempo per organizzare il lavoro o prendere decisioni;
  • mantiene buone prestazioni, ma al prezzo di una stanchezza crescente;
  • arriva alla fine della giornata mentalmente esaurito;
  • ha difficoltà a staccare dal lavoro, dorme male o si sveglia senza sentirsi recuperato;
  • percepisce meno energia, flessibilità o capacità di adattamento rispetto al passato.

In questi casi la prestazione può apparire ancora adeguata, ma richiedere uno sforzo sempre maggiore. Mente Viva aiuta a osservare sia il risultato sia il dispendio necessario per raggiungerlo.

2. Donne durante la transizione menopausale

La perimenopausa e la menopausa possono accompagnarsi a cambiamenti della memoria, dell’attenzione, della qualità del sonno e della regolazione emotiva.

Il percorso è rivolto alle donne che percepiscono:

  • brain fog (nebbia mentale) o sensazione di mente annebbiata;
  • difficoltà nel trovare le parole, maggiore distraibilità o piccoli vuoti di memoria;
  • riduzione della concentrazione e maggiore fatica nel gestire più attività contemporaneamente;
  • sonno frammentato o poco ristoratore e stanchezza persistente;
  • irritabilità, oscillazioni dell’umore o minore tolleranza allo stress;
  • vampate e risvegli notturni che interferiscono con il recupero;
  • la sensazione di non avere più l’efficienza mentale di prima.

Mente Viva consente di approfondire questi cambiamenti considerando la donna nel suo insieme e senza attribuire automaticamente ogni difficoltà alla sola variazione ormonale.

3. Persone con stanchezza, dolore e sintomi persistenti

Mente Viva si rivolge anche alle persone che convivono con disturbi persistenti e difficili da ricondurre a un’unica causa, soprattutto quando dolore, stanchezza, sonno non ristoratore e brain fog interferiscono con la vita quotidiana.

Può essere indicato, in particolare, in presenza di:

  • fibromialgia;
  • sindrome da stanchezza cronica;
  • Long COVID;
  • dolore cronico diffuso o sindromi da sensibilizzazione centrale;
  • stanchezza persistente non spiegata da un’unica condizione;
  • disturbi gastrointestinali, come la sindrome dell’intestino irritabile, associati a stanchezza e difficoltà cognitive;
  • intolleranza ortostatica o disturbi della regolazione del sistema nervoso autonomo;
  • sintomi fisici persistenti che coinvolgono più sistemi;
  • sensazione di rallentamento, confusione o ridotta efficienza mentale;
  • disturbi persistenti del sonno associati a dolore, affaticamento e problemi di concentrazione.

Si tratta di condizioni nelle quali i sintomi sono reali, anche quando gli esami tradizionali non riescono a spiegarne completamente l’intensità, la persistenza o la variabilità. L’assenza di una singola alterazione capace di spiegare tutto non rende immaginari i sintomi e non significa che la sofferenza sia volontaria.

La valutazione integrata considera il funzionamento cognitivo insieme a sonno, stress, dolore, regolazione del sistema nervoso autonomo, composizione corporea, alimentazione, movimento e capacità di recupero. Non sostituisce gli approfondimenti specialistici necessari, ma aiuta a ricostruire le possibili relazioni tra i diversi fattori e a individuare priorità realistiche.

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Informazioni importanti

Il colloquio online è un atto medico a distanza con finalità orientativa. I suoi limiti dipendono dalle informazioni e dalla documentazione disponibili e dall’impossibilità di eseguire direttamente l’esame obiettivo neurologico e le altre valutazioni che richiedono la presenza della persona.

All’inizio del colloquio viene valutato se la modalità online sia adeguata alla richiesta. Quando una diagnosi o una decisione clinica richiedono l’esame diretto del paziente, vengono consigliate una visita in presenza o la struttura più appropriata.

Il colloquio online non è adatto alla gestione di emergenze, sintomi neurologici improvvisi o rapido peggioramento delle condizioni cliniche. In questi casi è necessario contattare il 112 o rivolgersi al Pronto Soccorso.

WhatsApp viene utilizzato esclusivamente per richiedere informazioni e concordare l’appuntamento. Non è uno strumento per ricevere diagnosi, prescrizioni o indicazioni terapeutiche e non deve essere utilizzato per inviare spontaneamente referti, immagini o altri dati sanitari. Le modalità sicure per condividere la documentazione vengono comunicate dopo la prenotazione.